Cara catastrofe, la prima canzone del nuovo atteso disco. il secondo. il più difficile nella carriera di un artista.
io di musica non sono un'intenditrice ma solo un'ascoltatrice, non scrivo su quei blog blasonati (e oggettivamente non potrei farlo) che hanno il potere di lanciarti o stroncarti per sempre (pur riconoscendo che molti pagherebbero di tasca loro per essere anche solo citati sui medesimi), ma su questo blog, appendice dei miei sconclusionati pensieri; non ho la pretesa di diffondere la verità assoluta nè ho la pretesa di arrivarci alla verità assoluta, ma a me questa canzone piace. tutto questo accanimento che leggo in giro mi sembra un pò eccessivo. vasco brondi non sarà,
a pelle, un mostro di simpatia (e magari non lo è o forse lo è, ma quanti di noi a prima vista non risultano simpatici per poi rivelarsi tutt'altro?) e leggere
qui che si "
offese" per il prezzo basso che avevano pagato per ascoltarlo certo non aiuta a migliorare le cose, ma forse va giudicato a prescindere dalle antipatie personali. fermo restando la libertà di pensiero di tutti e che "de gustibus non disputandum est" io aspetterò il 9 novembre per ascoltarmelo tutto e magari anche uno di quei concerti
dove si paga poco per godermelo dal vivo. con buona pace di vasco e dei suoi detrattori.
CARA CATASTROFE
sventoleremo le nostre radiografie per non fraintenderci, ci disegneremo addosso dei giubbotti antiproiettile, costruiremo dei monumenti assurdi per i nostri amici scomparsi, vieni a vedere l’avanzata dei deserti,tutte le sere a bere, e per struccarti useranno delle nuvole cariche di piogge,vedrai che scopriremo delle altre americhe io e te, che licenzieranno altra gente dal call center, che ci fregano sempre che ci fregano sempre,che ci fregano sempre che ci fregano sempre, cara catastrofe le impronte digitali, e di notte le pattuglie che inseguono le falene e le comete come te, tra le lettere d’amore scritte a computer, che poi ci metteremo a tremare come la california amore, nelle nostre camere separate, a inchiodare le stelle a dichiarare guerre,a scrivere sui muri che mi pensi raramente, che ci fregano sempre che ci fregano sempre, che ci fregano sempre che ci fregano sempre, e per struccarti useranno delle nuvole cariche di piogge, adesso che sei forte che se piangi ti si arrugginiscono le guance, e per struccarti useranno delle nuvole cariche di piogge, adesso che sei forte che se piangi ti si arrugginiscono le guance.